Solo per sempre tua, di Louise O’Neill (titolo originale: Only ever yours; traduzione: A. Carbone)

Trama: Sono sempre state amiche, freida e isabel. Ora hanno sedici anni, frequentano l’ultimo anno della Scuola e sono in attesa della Cerimonia dove sperano di essere scelte come compagne da uomini ricchi e potenti. L’alternativa è diventare concubine, o non essere scelte affatto e andare incontro a un destino terribile. Come tutte le altre ragazze, freida e isabel sono state prodotte in laboratorio e allevate con l’unico scopo di diventare perfette: la cura del corpo deve essere la sola ragione di vita, il loro carattere deve essere socievole e disponibile. Ora che il momento sta per arrivare la pressione è fortissima, isabel mette a rischio la sua sfolgorante bellezza perché non vuole più sottostare alle regole di questo mondo spietato… Poi finalmente i ragazzi arrivano, per scegliere le loro compagne, freida sa che deve combattere per il suo futuro, anche se per questo deve tradire la sua migliore amica, anche se significa innamorarsi quando è vietato, anche se sa che le conseguenze possono essere irreparabili… La storia di freida e isabel (senza maiuscole perché non possono essere delle vere persone) è ambientata in una società futura, dalle regole ferree e sconvolgenti. Eppure, leggendo di questo futuro immaginano, freida e isabel sono più vicine a noi di quanto possa sembrare. (Goodreads)

[ATTENZIONE! POSSIBILI SPOILER!]

Ho comprato questo libro perché attratta dalle recensioni positive di Buzzfeed e… ci sono cascata come un pero.

Ero piena di aspettative perché la trama prometteva bene: un romanzo di fantascienza, distopico, a tema femminista. Ho subito pensato a Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, ma questo romanzo è lontano anni luce dal classico della Atwood.

Ho atteso fino all’ultima pagina che avvenisse il miracolo, quel qualcosa di straordinario che mi facesse ricredere, un colpo di scena, un ribaltamento della storia che però non si è mai fatto vedere.
Arrivo all’ultima riga e penso: “E quindi? Ho perso quattro giorni della mia vita per leggere – esattamente – cosa?”
La protagonista, freida (tutte le concubine hanno nomi scritti in minuscolo, in quanto in questo futuro distopico – solo? -, la donna è oggetto), è il personaggio più debole e sciatto della letteratura insieme a Bella di Twilight e Anastasia di 50 sfumature di grigio.
La denuncia dello sfruttamento dell’immagine e del corpo della donna c’è, ma messo in ombra da uno stile scialbo e personaggi bidimensionali.

freida è una protagonista fiacchissima, sempre alla ricerca di approvazione da parte di qualcuno, non prende mai una posizione e si attacca come una cozza alla prima persona che capita: prima all’amica isabel e poi dall’Erede Darwin (il cui acume si ferma al solo nome di battesimo).

freida vuole essere bella come isabel, più di isabel, per poter dimostrare a se stessa di essere migliore di lei. Quando lo diventa, non è ancora soddisfatta: deve avere l’approvazione di un maschio.

In alcuni passaggi sembra rendersi conto di essere schiava delle aspettative della società che l’ha costruita e istruita ad essere perfetta e schiava degli uomini, ma non compie mai quel piccolo passo per andare oltre, non giunge mai ad una ribellione.

Il finale non è altro che un qualcosa che le capita perché come eva ha fallito. Non viene liberata, ma segregata eternamente nella scuola. La libertà per le eva, del resto, non esiste né dentro né fuori l’istituto.

L’unico personaggio che dimostra un minimo di spessore, isabel, è infine sconfitta. O meglio, si arrende, e capisce che l’unico modo per ottenere la libertà è togliendosi la vita.

Lei compie l’unico atto per ritornare ad essere padrona del proprio corpo. Il suo suicidio è una dichiarazione urlata a pieni polmoni: “questo corpo è mio!”.

In realtà sono tutti succubi della società: le eva, le compagne, le caste, e anche gli Eredi.

Cosa fa freida per liberarsi della sua schiavitù? Nulla, se non aspettare e sperare di essere liberata dal principe azzurro. Ma non uno qualsiasi! Non un ragazzo che si dimostri con lei buono e gentile, che la veda come un essere umano invece che come un utero o un oggetto di piacere! Certo che no, anche freida aspira al #1, il più bello, il più ricco, il più ambito. Il quale, per qualche motivo non ben precisato, la sceglie. L’unica motivazione che dà è questa: “Sei bellissima”.

Strano che, in una scuola piena di sole ragazze bellissime, Darwin si invaghisca di freida per questo motivo (e non perché, non so, è simpatica, è intelligente, è ribelle, è anche solo vagamente diversa dalle altre bambole).

Solo una delle caste, alla frase “Io lo conosco per davvero!” avanzerà un timido tentativo di farle aprire gli occhi, con una domanda banalissima alla quale freida non sa rispondere: “Come si chiamano i suoi genitori?”

Dunque, la storia non va da un punto A ad un punto B, ma fa un giro in tondo per poi tornare di nuovo al punto di partenza.

Ci si aspetta sempre che uno dei personaggi (uno qualsiasi!) stia nascondendo un segreto, stia organizzando una ribellione, e invece no, sono tutti imprigionati nel loro ruolo e non fanno nulla per liberarsene.

Forse deve arrivare un seguito, nel quale freida si risveglia (in tutti i sensi)? Ma davvero ho voglia di leggere un seguito? La risposta è no.

Voto: 3/10

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