La scorsa primavera sono tornata a Bucarest. E’ stata la mia prima vacanza in solitaria e si è rivelata un’esperienza positivissima.

A marzo dell’anno scorso mi sono ritrovata nella favorevole condizione di poter decidere cosa fare della mia vita e, quindi, mi son detta: “Farò quello che sogno di fare da anni: un’esperienza di vita all’estero!”

Subito dopo, tuttavia, sono stata assalita dall’indecisione: dove vado? Cosa faccio? Parto da sola? Sarà pericoloso? Ma sono pronta?

Ho trascorso più di due mesi a rimuginare sul da farsi, inviando curriculum in tutta Europa per lasciare che fosse il fato a decidere dove mandarmi. Tuttavia, come è facile immaginare, è difficile trovare lavoro all’estero restando seduti nella comodità di casa propria; infatti, i mesi passavano, e io avevo la sensazione di perdere del tempo prezioso.

Così ho deciso di fare almeno un piccolo passo: intanto, partire. Dove vado? In un posto che già conosco, così mi do coraggio e sono più tranquilla.

Scelgo, ovviamente, Bucarest.

Il timore più grande era quello di annoiarmi o di sentirmi sola. Perciò, mi sono iscritta ad un corso di lingua, ho prenotato un ostello (dove l’unico posto in cui puoi sentirti solo è il bagno – e a volte neanche quello) e ho preso contatti con alcune persone che conoscevo in città.

Conoscendo bene la città (vi ho fatto l’Erasmus nel 2010), non ho avuto l’ansia di organizzare il trasporto dall’aeroporto all’ostello (ricordavo il numero dell’autobus da prendere, il 780), di dove cambiare i soldi, etc. Sono una persona che ama avere tutto sotto controllo e quando viaggio voglio essere ben organizzata: mi studio con anticipo la mappa della città, le mappe della metro, mi infomo sui prezzi dei biglietti, dei taxi, gli orari degli autobus…

Ma stavolta, sono partita e basta, tranquilla e rilassata. Senza biglietto di ritorno.

L’ostello che ho prenotato si trovava a sud di Piata Unirii, a dieci minuti a piedi dalla metro; zona tranquilla, vicina a qualche ristorante e fast food e a un paio di negozi di alimentari.

La cosa bella dei social media è che, anche se sei da solo, puoi condividere con chiunque le bellezze che vedi; pertanto, è in occasione di questo viaggio che sono diventata un’utente attiva di Instagram (profilo privato, dovete mandare una richiesta).

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Di mattina seguivo le mie lezioni di romeno, e di pomeriggio visitavo la città. Per prima cosa, ho rivisitato i lughi che già conoscevo (scusate la qualità delle foto, formato Instagram):

Piata Unirii

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il Centro Vecchio (Lipscani)

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il Giardino Cismigiu

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il Palazzo di Cantacuzino (sede del Museo di George Enescu)

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il Parco Herastrau

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Piata Presei

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Piata Revolutiei

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Ovviamente, mi sono data anche allo shopping nella nuovissima libreria Carturesti Carusel, situata nella splendida cornice del Palazzo Chrissoveloni (altra richiesta di scuse: non so fare le foto centrate, e nemmeno dritte. Insomma, non so fare le foto):

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Confesso anche di essermi lasciata conquistare dal consumismo imperante dell’AFI Palace…


Questa foto di AFI Palace Cotroceni è offerta da TripAdvisor.

Con la mia amica Irina, ho visitato il Palazzo del Parlamento, cosa che avevo già fatto qualche anno prima, ma è stato interessante vederlo di nuovo (stavolta con guida in romeno). Il palazzo lascia a bocca aperta per la maestosità e lo stile (un mix di neoclassico, barocco, anni ’70… onestamente molto pacchiano), la visita guidata è molto dettagliata nel descrivere le tonnellate di marmo, di oro, di cristalli, di tessuti pregiati, i km di superificie, di larghezza e altezza, il numero di stanze, etc… ma la (triste e disumana) storia dietro la costruzione di questo edificio viene volutamente trascurata. Peccato, sarebbe un bel modo per istruire le generazioni future ed evitare che commettanno gli stessi errori del passato.

Inoltre, una delle cose più interessanti che abbia fatto nel corso di questa vacanza, è stato assistere ad una lezione di letteratura romena contemporanea tenuta dallo scrittore Mircea Cartarescu.

Trovandosi lì in Erasmus, la mia amica mi ha informata che stava seguendo un corso con questo scrittore che ammiro molto, e non ho voluto perdere l’occasione di sentire una sua lezione.

Nel weekend, sono stata invitata a pranzo a casa di un’altra amica romena, Roxana, che oltre ad avermi offerto un pranzo delizioso, mi ha anche fatto scoprire un luogo di Bucarest dove non ero mai stata: il Parco Alexandru Ioan Cuza. Sapevo che Bucarest è ricca di parchi e giardini (di cui avevo parlato in quest’articolo), ma questo me l’ero persa e sono lieta di aver avuto l’occasione di visitarlo. Complice una splendida giornata di sole (nonostante la sera prima avesse nevicato!!), ho potuto apprezzarlo al meglio, e un po’ invidio Roxana perché abita vicino ad un parco così bello!

Ho anche visitato dei musei: il Museo George Enescu (che tuttavia ritengo non sia gestito al meglio: il personale non parla inglese e non ci sono abbastanza informazioni sulla storia del luogo), il Museo Nazionale di Arte Romena (che in quei giorni ospitava una mostra dedicata alle pittrici romene più celebri), e avrei voluto visitare di nuovo il Museo della Letteratura Romena, ma a quanto pare è dato per disperso.

Breve storia triste. La receptionist dell’ostello mi ha aiutata a cercare il nuovo indirizzo e insieme abbiamo letto sul sito che era stato spostato alla Casa della Stampa (Casa Presei). Quando sono arrivata là (era una bellissima e calda giornata e ho voluto attraversare tutto il Parco Herastrau a piedi – diciamo 2, 5 km), ho chiesto a un paio di persone che ci lavorano se sapevano dove fosse il museo. Le prime tre non sapevano, la quarta mi ha risposto male, la quinta ha chiesto a una sesta e a una settima e mi ha detto di provare a fare il giro per dietro.

Per vostra informazione, Casa Presei ha una superficie di 32000 metri quadri, perciò, ai precedenti 2, 5 km se ne sono aggiunti altri 6-7 miliardi, secondo la mia percezione, dal momento che la bellissima giornata di sole si è trasformata in una cocente giornata di sole.

Ad ogni modo, sul lato posteriore dell’edificio ho avvistato una minuscola insegna del Museo della Letteratura Romena, mi sono arrampicata su per un paio di rampe di scale, dove sono stata accolta da una guardia della sicurezza che mi ha invitata ad uscire, perché il Museo era accessibile solo alle “autorità”.

Dopo aver dato prova di sapermi esprimere in romeno anche quando sono arrabbiata, sono tornata indietro.

Fine della breve storia triste.

Dopo aver visitato le classiche tappe, ho iniziato a vagare. Camminavo un po’ a caso, e ogni tanto scoprivo un nuovo angolo ricco di bellezze: palazzi ottocenteschi, giardini ben tenuti, e tanta, tanta street art.

Ho scoperto la coloratissima Strada Arthur Verona: è una stradina laterale di Bulevardul Gheorghe Magheru, si trova dopo Piata Romana, nei pressi della libreria Carturesti, ed è una galleria d’arte all’aria aperta, nel bel mezzo della giungla urbana.

In questa strada si esprime tutta la gioia di vivere, la spensieratezza e la voglia di ricominciare della città.

Cos’altro ho fatto a Bucarest? Ho mangiato, ovviamente!

Ecco i locali che vi consiglio:

La Folie Centrul Vechi (dolci e tè)

Sharkia (cucina mediorientale)

Rendez vous (tea house)

ORYGYNS (caffè di qualità, prime colazioni)

Vatra (cucina tradizionale romena, con spettacoli folkloristici alla sera – meno affollato del Caru’ cu bere)

Ceainaria Bohemia (tea house)

Les Bourgeois (cucina francese e romena)

Il viaggio a Bucarest deve avere avuto un influsso positivo, perché dopo due settimane ho ricevuto un’offerta di lavoro… a Lisbona.

Non ero mai stata in Portogallo, non parlavo portoghese, ma questa vacanza  mi ha dato un’infusione di coraggio e sicurezza e così ho deciso di partire per la nuova avventura, che è durata tre mesi, e a cui poi si è aggiunta una nuova opportunità: andare in Canada.

Mi è bastato dare il la per trovare il coraggio di fare nuove esperienze, e a quanto pare sono veri i detti “aiutati che il ciel t’aiuta” e “chi non risica non rosica”.

Vi lascio con alcune FAQ riguardo Bucarest e il mio viaggio da sola.

Q: ti sei annoiata da sola a Bucarest? A: No, mai! Nonostante mi sia incontrata con due amiche che si trovavano là, ho trascorso gran parte del tempo a visitare la città da sola, ed è stato bellissimo. Ti muovi con i tuoi tempi, vai dove vuoi, ti fermi dove vuoi, mangi quando vuoi…

Q: hai conosciuto persone nuove? Sì, certo! In ostello si conoscono sempre un sacco di persone, e anche io che di natura sono introversa, ho fatto nuove amicizie.

Q: ti sei mai sentita in pericolo, o hai avuto paura di girare la città da sola? No, mai, nemmeno a sera tardi. In Italia si tende ad avere ancora pregiudizi negativi sulla Romania, si pensa che sia un posto pericoloso. Non è così. Ovviamente Bucarest è una capitale, e come in ogni altra grande città, bisogna avere qualche piccola accortezza. Ma girare il centro da soli, anche la sera, non comporta alcun rischio.

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