Questa nuova serie firmata Netflix si rifà all’omonima serie per ragazzi di Lemony Snicket (pseudonimo di Daniel Handler).

La serie narra le sfortunate vicende dei tre orfani Violet, Klaus e Sunny Baudelaire che, persi i genitori in un incendio, vengono affidati alle cure del tutore Conte Olaf, il quale si rivela però un personaggio malvagio che vuole impossessarsi del loro vasto patrimonio economico; la fuga dal loro antagonista dà inizio alle peripezie affrontate dai tre fratelli per difendersi e scoprire i misteri collegati alla morte dei genitori, aiutati solo dal loro impegno, dalle doti naturali e dai trigemini Pantano, un altro gruppo di orfani che condivide una storia simile a quella dei Baudelaire. (Wikipedia)

Nel 2004 era stata realizzata una trasposizione cinematografica dei primi tre libri, interpretata da Jim Carrey (nel ruolo del conte Olaf), Meryl Streep (zia Josephine), Emily Browning (Violet) e Jude Law (nei panni di Lemony Snicket, che tuttavia non viene mai ripreso in volto).

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La serie TV prodotta da Netflix vede come antagonista Neil Patrick Harris (Barney Stinson di How I met your mother), e tra gli altri interpreti figurano Patrick Warburton (Lemony Snicket, questa volta molto più presente: ci fa da Cicerone attraverso le vicende dei Baudelaire con la tecnica della rottura della quarta parete), Joan Cusack (giudice Strauss) e Cobie Smulders nel ruolo della madre dei Baudelaire.

Il telefilm riprende le vicende che erano state narrate precedentemente nel film, ma la trama si dirama di più grazie ai tempiù più lunghi a disposizione, e ivediamo i Baudelaire alle prese con molte più avventure (e sfortunati eventi).

L’atmosfera è cupa, vagamente burtoniana, ma anche i temi più drammatici (il lutto, i maltrattamenti, la frustrazione dei bambini di non essere mai ascoltati dagli adulti) vengono affrontati con un a certa ironia che rende la serie adatta anche ai più piccoli.

Neil Patrick Harris è un degno successore di Jim Carrey nel ruolo del Conte Olaf? La risposta è sì.

L’unica nota dolente è la scelta della voce italiana di Olaf: troppo giovanile e acuta, non adatta ad un personaggio così cattivo e cupo. Consiglio di guardarlo in lingua originale per apprezzare di più le doti recitative di Neil Patrick Harris.

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Ma quanto sono inquietanti queste due?!

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