Premessa: questo articolo è stato scritto meno di tre settimane dopo il mio arrivo in Canada. Le informazioni riportate potrebbero non essere precise. Per informazioni su come ottenere un visto di lavoro per il Canada, vi rimando al link sotto riportato, perché il bando subisce delle variazioni di anno in anno e pertanto voglio evitare di dare informazioni sbagliate o incomplete.

La mia avventura canadese è iniziata lunedì 6 febbraio con l’arrivo a Montréal e l’attivazione del mio Working Holiday Visa, per cui avevo fatto domanda a gennaio 2016 (quindi per il bando 2015/2016).

Passati i controlli di routine alla dogana (controllo passaporto e Declaration card) sono stata indirizzata all’Ufficio Immigrazione, dove ho presentato tutti i documenti richiesti per poter attivare il mio visto (lettera del Governo Canadese per l’attivazione del visto, prova di fondi finanziari sufficienti per potermi mantenere in Canada anche senza lavoro, assicurazione medica valida per tutta la durata del soggiorno), e dopo dieci minuti ero ufficialmente in possesso di un work permit.

I primi giorni a Montréal sono stati un po’ frenetici e scombussolanti: un po’ per il jet lag, un po’ per il freddo assassino (le temperature oscillavano tra i -4° e i -18°), mi sono dedicata perlopiù alla ricerca di una sistemazione fissa che a fare la turista.

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L’offerta di camere in affitto a Montréal è vasta, ma è difficile trovare qualcosa a buon prezzo che risponda ai nostri criteri. Il problema principale è che molte stanze in affitto non sono ammobiliate. Altre, invece, non hanno tutti i mobili necessari: io la cercavo con una scrivania per poter lavorare al PC, ma alcune non hanno l’armadio, altre non hanno nemmeno il letto (va bene adattarsi, ma pagare 500-600 $ per un materasso buttato a terra o su dei pallet di legno – con la scusa che lo stile è urbano, hipster – anche no!). Altre ancora, infine, non hanno nemmeno la finestra.

Poi c’era il problema dei trasporti: l’ideale è trovare casa vicino alla fermata della metro, ma ovviamente la richiesta è alta. Inoltre, non sapendo ancora dove avrei lavorato, non avevo un’idea ben precisa di quale fosse la zona migliore.

Da ultimo, il periodo in cui sono arrivata: da quanto mi è stato riferito, solitamente qui le case in affitto sono disponibili da settembre o da giugno, quando inizia/finisce l’anno accademico delle varie università di Montréal.

In ogni caso, nel giro di quattro giorni mi sono decisa e ho scelto un appartmento nei pressi del quartiere Le Plateau-Mont-Royal, una zona molto vitale, ricca di negozi e servizi a portata di mano. Con un colpo di fortuna, poi ho trovato lavoro in una zona facilmente raggiungibile da dove abito.

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Questo, grazie all’aiuto di alcuni siti come Craigslist, Kijiji e vari gruppi Facebook.

Essendoci anche qui molti lavoratori e studenti stranieri, è possibile avere contratti d’affitto a breve termine e quasi sempre includono le spese di utenza (acqua/luce, gas, internet).

I prezzi per una camera in un appartamento condiviso si aggirano tra i 400 $ e i 600 $ in base alla zona e alle caratteristiche della stanza. Prezzi che ritengo abbastanza ragionevoli, se considerate che a Lisbona pagavo 300 € al mese con uno stipendio che neanche si avvicina a quello minimo canadese, e che nelle città universitarie italiane il prezzo di una camera (bollette escluse) si aggira tra i 280 e i 500 € (o forse anche di più per Roma e Milano).

Oltre a cercare casa, ho dovuto sbrigare alcune faccende burocratiche: innanzitutto ho dovuto richiedere il SIN number (il corrispondente canadese del codice fiscale) per poter poi fare un abbonamento telefonico, aprire un conto in banca e successivamente per firmare il mio contratto di lavoro.

La procedura è stata molto veloce: mi sono recata in uno dei Service Canada Centre della città, ho mostrato il mio visto, firmato un documento e nel giro di dieci minuti avevo il mio SIN number.

Attenzione! Per ricevere il SIN number dovrete fornire un indirizzo di residenza, ma va bene anche uno temporaneo. Io ho fornito quello dell’Airbnb dove soggiornavo.

Per quanto riguarda l’abbonamento telefonico, ci sono diverse compagnie che hanno delle tariffe abbastanza vantaggiose, tra cui Fido e Koodo.

Per il conto in banca, infine, quasi tutte le banche offrono dei servizi vantaggiosi per chi viene qui con un WHV. BMO, RBC, TD, CIBC, HSBC… dovrebbero offrire più o meno lo stesso tipo di conto (ovvero zero spese per i primi 6/12 mesi), perciò il consiglio è di scegliere la banca che abbia una sede vicino a dove abitate.

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