415wkyoykilVasile Evănescu, l’homme à tete d’oiseau, di Alain Absire

Trama: fino a qualche tempo fa, chi passeggiava per l’XI arrondissement di Parigi avrebbe potuto fare un incontro insolito. Quello con Vasile Evanescu. Bizzarra apparizione, l’uomo dalla testa di uccello avanzava lentamente nella notte, appoggiato al suo bastone, e la sua immensa ombra di gigante si allungava a dismisura sui muri.

La sua esistenza sorprendente, di cui seguiamo le tracce attraverso la Romania, il suo paese natìo, dal paesino di Brasov sui Carpazi, al cielo infuocato di Hunedoara, la città infernale delle fonderie, fino al Caffè dei Giganti di Bucarest, il locale che verrà distrutto nel terribile terremoto del 1977.

Con Vasile facciamo la conoscenza di Octavian e Leonid, gli altri due giganti, di Isabelle, la francese dal volto di bambola giapponese, degli agenti della Securitate e dello stesso Nicolae Ceausescu, il presidente-dittatore.

Com’è la vita di un uomo alto più di due metri? È la domanda a cui risponde questo romanzo emozionante che ci ricorda il film The Elephant Man. (Fonte)

Questo romanzo mi ha colpito fin dal titolo: attratta dal nome romeno, sono subito stata curiosa di sapere di cosa parlasse questo romanzo scritto da un autore francese.

Seguiamo le vicende di Vasile Evanescu (il cui cognome, ipotizzo, ha una certa valenza simbolica. Che derivi dal francese évanouir, svanire?), questo gigante buono e triste, il cui unico desiderio è quello di trovare il suo posto nel mondo.

Ma è un’impresa difficile, se si è alti più di due metri e si ha l’aspetto di un uccello: “testa d’uccello”, è così che lo chiamano i compagni di scuola, facendolo sentire, fin da giovanissimo, diverso, fuori luogo.

Ma ciò che ci colpisce di Vasile è la sua determinazione: nonostante la solitudine nella quale si è chiuso, nonostante l’aura di malinconia che lo circonda, Vasile sa che, da qualche parte nel mondo, c’è un posto tutto per lui. E così parte, lascia il paese dov’è nato, Brasov, diretto a Hunedoara, dove trova lavoro presso una fonderia.

Ma la vita in fabbrica è dura, per un gigante debole come lui: soffre di continui dolori alle ossa, ed è costretto a tornare a casa.

Non si abbatte, nonostante il primo fallimento, e riparte per la grande città, Bucarest, dove inizia a lavorare come attrazione in un cabaret.

Nel frattempo, coltiva la sua passione per la poesia, l’unica cosa che ga2cf3404176376d97820aeb4b5463fd0li dà un po’ di gioia e serenità, e insieme a lui scopriamo i capolavori della letteratura romena: dal poeta classico Mihai Eminescu, ai più moderni George Bacovia, Miron Radu Paraschivescu, Eugen Jebeleanu, Maria Banus, Ion Pillat…

Ma non solo: il lettore viene guidato attraverso le meraviglie della città di Bucarest, con i suoi parchi e i suoi musei che ospitano le opere di Nicolae Grigorescu, Ion Andreescu, Stefan Luchian e Nicolae Tonitza.

A Bucarest, Vasile fa la conoscenza di Isabelle, giovane studentessa francese che sembra vedere oltre la sua deformità. Lui se ne innamora, senza mai dichiararsi, sapendo di essere comunque un mostro che nessuno mai potrà amare.

Con gli occhi di Isabelle vediamo la realtà del regime di Ceausescu, di cui lei parla, forse, a voce troppo alta, e per questo si vedrà negare il rinnovo del permesso di soggiorno in Romania:

Ad essere sincera, trovo che il vostro paese sia troppo austero, seppur molto bello e pieno di contrasti: allo stesso tempo così triste e così gioioso… Penso sia difficile da capire, se si è nati qui. Amo Bucarest. […] Tuttavia, ho una strana impressione. Mi sentivo più libera, nel ’72. […] Ho l’impressione di essere più sorvegliata, ora.

Il tragico terremoto del marzo 1977 lascia un segno profondo nella vita di Vasile, che si trova di nuovo senza un punto fermo, senza uno scopo. Decide quindi di abbandonare la Romania, e seguire Isabelle a Parigi, senza tuttavia trovare il coraggio di contattarla.

Finirà i suoi giorni da star del cinema, senza però aver trovato la vera serenità, lasciandosi semplicemente trasportare dal corso degli eventi e vivendo recluso nella propria solitudine.

Vasile Evănescu, l’homme à tete d’oiseau è un romanzo che stravolge e che commuove con i suoi toni dolcemente malinconici. L’omaggio che, con questo romanzo, l’autore rende alla cultura romena è toccante.

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