Oggi cercherò di rispondere in modo chiaro e dettagliato alla domanda che, da quando sono tornata in Italia, mi sento fare più spesso: “Che cosa facevi in Canada?”

Durante il mio soggiorno a Montréal, infatti, ho avuto la possibilità di fare esperienza in un settore che mi incuriosiva molto, ma che in Italia è ancora quasi sconosciuto: la localizzazione di videogiochi.

Essendoci di mezzo la parola videogiochi, a molti può sembrare uno scherzo (“Ah, ti pagavano per giocare, che figo!”), ma si tratta di una parte importante di un’industria che nel 2015 ha generato un fatturato di 75 miliardi di dollari e che non conosce crisi.

Innanzitutto, che cos’è la localizzazione? Non è altro che una branca della traduzione che si occupa di adattare un testo dal punto di vista linguistico e culturale, in modo che sia più facilmente fruibile dalla lingua (e relativa cultura) d’arrivo.

Quando si mette un videogioco (o un altro prodotto) sul mercato internazionale, quindi, non ci si limita a tradurre i suoi testi e audio, ma li si adatta al pubblico della lingua di arrivo, anche a livello culturale.

Il processo di localizzazione di un videogioco è composto da diverse fasi in cui collaborano diverse figure professionali (traduttori, specialisti marketing, sviluppatori), e una tra queste è il tester linguistico.

Che cosa fa

Il tester linguistico entra in gioco (nel vero senso della parola) quando la traduzione è stata ultimata o quasi. Egli si occupa di verificare che il testo scritto e audio sia stato tradotto e implementato correttamente all’interno del videogioco.

Non solo: deve anche controllare che la traduzione non crei problemi di bug (ovvero, errori di funzionamento o di visualizzazione).

Lo script di un videogioco si presenta solitamente sotto forma di lista di stringhe, ciascuna composta da un placeholder (un codice, una sorta di “chiave” che indica in quale posizione del videogioco dovrà comparire quel testo), dal testo nella lingua di partenza (solitamente l’inglese), dalle traduzioni in tutte le lingue da localizzare e altre informazioni.

Il tester linguistico verifica la correttezza delle traduzioni di ciascuna stringa e da quel database può apportare le correzioni o le modifiche che ritiene necessarie, oppure verifica direttamente in gioco.

Pertanto, il compito principale del tester è quello di giocare, ma facendo grande attenzione a ciò che vede. Non può limitarsi a completare livello dopo livello, ma deve controllare che il gioco si avvii correttamente, che il menu, le impostazioni e tutte quelle parti che la maggior parte dei giocatori di solito non guarda, siano correttamente tradotte e visualizzate.

Cosa deve cercare il tester linguistico?

Errori grammaticali e refusi: a volte anche i traduttori commettono errori di grammatica, magari usando un tempo verbale in una frase e uno diverso in quella successiva, sbagliando la punteggiatura o lasciando qualche errore di battitura qua e là.

Errori di traduzione e localizzazione: il titolo di un gioco, i nomi dei personaggi, delle tecniche, degli oggetti (ad es.: armi, pozioni, incantesimi), dei luoghi, il più delle volte vengono tradotti nella lingua di arrivo. Pertanto questi nomi devono essere sempre gli stessi in tutto il gioco. Inoltre, molto spesso i traduttori non hanno chiaro il contesto di ciò che stanno traducendo, poiché il contesto può essere chiarito solo una volta in gioco. È frequente, dunque, che ci siano errori di concordanza di genere o numero.

Bug: esistono diversi tipi di bug che si possono riscontrare all’interno di un videogioco, quelli funzionali e quelli di localizzazione, e il tester linguistico ovviamente si occupa della seconda categoria. Un bug potrebbe essere un testo che dovrebbe presentarsi tradotto nella lingua di arrivo, ma che invece appare nella lingua sorgente, una sovrapposizione del testo con la grafica del gioco o la sua fuoriuscita dai bordi dello schermo.

 

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Un esempio di bug in cui c’è una sovrapposizione del testo.

 

Quali competenze sono richieste per diventare tester linguistico

Il lavoro di tester linguistico non è difficilissimo (possedere una laurea è gradito, ma non obbligatorio), ma richiede una grande attenzione ai dettagli e una conoscenza approfondita della propria lingua (grammatica, punteggiatura, standard ortografici). La grammatica imparata alle elementari potrebbe non essere sufficiente, in quanto le regole di una lingua cambiano con il passare del tempo. È importante quindi essere aggiornati e saper verificare tramite delle fonti affidabili (es. il sito dell’Accademia della Crusca). Insomma, questo è il lavoro ideale di un grammar nazi.

Fondamentale è la conoscenza della lingua inglese, lingua sorgente della maggior parte dei videogiochi, nonché lingua franca nelle aziende di localizzazione, nelle quali lavorano persone provenienti da tutto il mondo. Al tester potrebbe essere chiesto di fare anche delle brevi e semplici traduzioni, quindi è bene saper usare strumenti quali dizionari (ovvero: non fermarsi alla prima definizione data!) e corpora linguistici.

Quando bisogna riportare un bug, inoltre, bisogna descrivere nei minimi dettagli come esso si verifica, e dare la possibilità agli altri colleghi di riprodurlo sui propri dispositivi, spiegando esattamente come fare. Per questo bisogna sapersi esprimere in un inglese chiaro e comprensibile.

Bisogna essere dei team player, perché questo è un lavoro di gruppo. Sembra una banalità, ma non tutti sono in grado di fare gioco di squadra, mentre per questo lavoro la collaborazione con i colleghi è importantissima.

Bisogna avere una certa familiarità con la tecnologia e con gli strumenti informatici (in particolare, una conoscenza base dei fogli di calcolo).

Bisogna essere pazienti, perché questo lavoro consiste principalmente nel fare e rifare le stesse cose per molte volte. Controllare più e più volte le stesse stringhe, oppure giocare e rigiocare lo stesso livello per vedere se un bug si verifica sempre e in quali condizioni. A volte i giochi vanno in crash, i dispositivi si bloccano, etc… se avete l’abitudine di prendere a pugni il PC o gettare a terra il telefono quando si impalla, beh, questo lavoro non è adatto a voi.

Cosa abbastanza scontata, è necessario avere un interesse, anche minimo, per i videogiochi. Se non vi piacciono, se pensate che siano una perdita di tempo per rincitrullire i cervelli degli adolescenti… lasciate stare.

Infine: bisogna ricordare che questo è pur sempre un lavoro, e non va preso sottogamba. È diffusa l’idea che i tester vengano pagati per giocare tutto il giorno, ma il tester non è lì per giocare: deve portare a termine un compito.

Come si diventa tester linguistici

Innanzitutto, bisogna partire alla volta di una città dove ci siano aziende di localizzazione o case produttrici di videogiochi. In Italia ne troverete poche, principalmente a Roma e Milano. L’industria dei videogiochi è più sviluppata in nord Europa (Regno Unito, Irlanda, Germania, Francia, Svezia) e nord America.

Contattate tutte le agenzie che offrono questo servizio (mi raccomando: CV e lettera di presentazione) e, quando una di loro vi risponderà, dovrete molto probabilmente affrontare un test linguistico e poi un colloquio telefonico (o faccia a faccia). Niente di trascendentale, dovrete solo dimostrare la vostra conoscenza dei videogiochi (sebbene non sia un requisito obbligatorio), dell’inglese e della vostra lingua madre.

I pro e i contro di questo lavoro

Fare il tester linguistico permette di essere introdotti nell’industria dei videogiochi, che è un mondo davvero affascinante. Si possono vedere molti giochi diversi e si impara a vederli sotto una nuova ottica, apprezzando e ammirando il lavoro di tutte le persone che si impiegano per creare strumenti di svago, ma anche nuove forme d’arte.

Si conoscono moltissime persone di nazionalità diverse e si ha l’opportunità di lavorare con colleghi simpatici in un ambiente rilassato.

I contro sono che si tratta più o meno di un lavoro stagionale, con un paga non molto alta, pertanto è difficile mantenersi facendo solo questo.

Altro punto sfavorevole: per quanto le aziende di localizzazione cerchino di creare delle postazioni di lavoro confortevoli e facciano fare ai tester delle pause ogni due ore, stare per otto ore tra PC e dispositivi elettronici può causare problemi alla schiena, alle articolazioni e alla vista. Io sono soggetta a dolori cervicali e ho sofferto di dolori alle articolazioni del polso, quindi è bene informarsi su quali siano le posizioni corrette da assumere quando si lavora per molte ore al computer (io, ahimé, non ho ancora imparato, finisco sempre per ingobbirmi sulla scrivania). Lo yoga e l’esercizio fisico possono aiutare molto!

 

 

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